
Annamaria Pierangeli
di Giulio D'Ascenzo
La
più dolce fidanzatina del cinema italiano è, senza dubbio, Anna Maria
Pierangeli, un’esile diciassettenne sarda rivelatasi nel 1950 in
Domani è troppo tardi, il primo film del dopoguerra che affronti
apertamente il problema dell’educazione sessuale degli adolescenti.
La Pierangeli fa Mirella, una fanciulla romantica che, ferita dalle
basse insinuazioni degli adulti, tenterà il suicidio. Dolce come uno
scoiattolo, Anna Maria Pierangeli si scioglie facilmente in lacrime.
Anche nel successivo Domani è un altro giorno (1951), veste i panni
dell’ingenua, ferita dalle bassezze della vita. Accortasi di essere
rimasta incinta e rifiutata dalla famiglia, cerca di uccidersi pure in
questo film. Specializzatasi in tentati suicidi, la Pierangeli è una
fidanzatina che spezza anche i cuori più sensibili. Conduce un’impari
lotta contro l’ipocrisia di una società che non sa riconoscere il
candore dei sentimenti. E’, in questa sua lotta, la fragile Anna
Maria giganteggia.
Due ruoli bastano a spalancarle le porte di Hollywood. Così, con il
nome mutato in Pier Angeli, Anna Maria esordisce alla grande sulla
ribalta del cinema americano, interpretando da protagonista il film di
Fred Zinnemman Teresa (1951).
Adifferenza di gran parte delle fidanzatine, la Pierangeli non soffre
per amori irrealizzati o infranti. Non è una semplice sentimentale,
bensì una vittima delle false verità, del perbenismo borghese, della
morale conservatrice. Questa sua immagine le vale a ritagliarsi una
discreta credibilità di attrice nell’universo hollywoodiano. Gira
una sfilza di film importanti, da L’immagine meravigliosa (1951) a I
Lupi mannari (1952), da Storia di tre amori (1953) a La fiamma e la
carne (1954), al fianco di attori del calibro di Stewart Granger, Kirk
Douglas, Ricardo Montalban, Mel Ferrer, Danny Kaye. Viene acclamata
come la nuova Janet Gaynor. Vive in una villetta stile cinese a Beverly
Hills, circola su una lussuosa Buick, viene invitata a tutte le prime
importanti all’Egyptian. Anna Maria Pierangeli interpreta quasi
sempre ruoli di ragazza italiana che per un motivo o per l’altro si
trova oltreoceano, ma in Sombrero (1953) è una messicana. L’aria d’America
sembra far bene a questa piccola cagliaritana.
Chiacchierata e amata, Anna Maria se ne sta buona buona sulle pendici
dell’olimpo hollywoodiano. Disponibile agli amori divistici, fa
parlare di sé per una relazione con Kirk Douglas. Si mormora anche di
una sua strettissima amicizia con James Dean, al suo fianco dovrebbe
interpretare il ruolo di Judy in Gioventù bruciata (1955). Ma poi la
parte viene affidata a Natalie Wood. Peccato! L’immagine di Anna
Maria è abbastanza vicina a quella di James Dean: sono due divi che,
dietro un velo di felicità adolescenziale, nascondono un intenso
tormento interiore. Ma tra tante love-stories vere e inventate, la
Pierangeli concretizza quella con un cantante italo-americano dalla
voce calda e confidenziale, Vic Damone.
Probabilmente il più importante dei film americani da lei girati è
Lassù qualcuno mi ama (1956) di robert Wise, dove interpreta il ruolo
di Norma, moglie del pugile Rocky Graziano, alias Paul Newman. Anna
Maria è convincente, energica, come si richiede a una partner di
Newman, ma conserva ancora la sua dolcezza di fidanzatina.
Purtroppo il tempo delle vacche grasse non è eterno. Verso il 1958,
dopo aver interpretato al fianco di Danny Kaye Il principe del circo,
la Pierangeli vede calare le sue quotazioni divistiche. Ha un ritorno
di fiamma tra il 1961 e il 1962, quando interpreta il primo ruolo
femminile nel kolossal italo-statunitense Sodoma e Gomorra. Poi la sua
carriera corre verso il declino. Nel 1962 divorzia dal cantante Vic
Damone per sposare il compositore italiano Armando Trovatoli, che ha
quindici anni più di lei: la fragile Anna Maria è alla disperata
ricerca di una figura paterna.
I suoi anni Sessanta sono in chiave tutta italiana. Anna Maria
interpreta ruoli non troppo esaltanti in filmetti di genere come I
moschettieri del mare (1962) in cui appare al culmine della sua
bellezza, Berlino, appuntamento per le spie (1966), Rose rosse per il
Fuhrer (1968), diretta da registi come Steno, Vittorio Sala, Ferdinando
Di Leo e Sergio Bergonzelli. Per un’attrice che ha conosciuta la
grandezza di Hollywood è davvero un bel passo indietro.
Alle soglie dei quarant’anni, la Pierangeli appare in crisi, come
attrice e come donna. Nella notte fra il 9 e il 10 dicembre 1971, a
Beverly Hills, Anna Maria si toglie la vita ingerendo una letale dose
di sonniferi. Esce di scena con un gesto clamoroso proprio come aveva
fatto Marilyn monroe, un’altra “ingenua” del cinema, sedotta e
abbandonata dagli ingranaggi di Hollywood.
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