Francois Truffaut
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FRANCOIS TRUFFAUT

POETA DELL’IMMAGINE

2009

Presso l'Antico Lavatoio di Montecelio Teatroantico ha  riproposto la Mostra per ricordare i 25 anni dalla scomparsa del grande Regista francese  in occasione del Festival Nazionale Girocorto che si svolge ogni anno a Montecelio. Curata da Giulio D'Ascenzo, Elisabetta Centore e Cecilia Di Stefano la manifestazione è stata visitata dagli alunni delle scuole medie e superiori della Provincia di Roma. All'inaugurazione è intervenuto il critico cinematografico Vittorio Giacci.

2002

ESTATE ROMANA - L'ISOLA DEL CINEMA. L’Associazione Teatroantico, in coproduzione con “L’Isola del Cinema” e l'Ente dello Spettacolo, presenta la Manifestazione dedicata a uno dei più grandi registi della storia del Cinema: Francois Truffaut.

Ideata da Cecilia Di Stefano e curata da Giulio D’Ascenzo e Elisabetta Centore, la Mostra si avvale della supervisione artistica di uno dei più noti critici cinematografici italiani: Vittorio Giacci. Francois Truffaut guardava ai cineasti del passato come ai detentori di un segreto perduto la cui nostalgia lo tormentava. Il suo successo consiste nell’aver saputo, a forza di interrogare, riprodurre tale segreto nei suoi film. Da “I 400 colpi” in poi, il lavoro di Truffaut ha commosso in tutto il mondo spettatori di ogni nazionalità, di ogni età e di ogni cultura.

Lo scopo di questa manifestazione è di analizzare tale fenomeno, a quasi vent’anni dalla sua scomparsa, e di rispondere, insieme al pubblico che anima l’Isola del Cinema, al triplice interrogativo che suscita. Cosa dice Truffaut nei suoi film? In che modo lo dice? Perché viene ascoltato ovunque ?

Se l’opera di Truffaut nasconde il suo segreto, è perché senza dubbio non si può capire e commuovere e, a colpo sicuro, capire di essere commossi. L’emozione comprende sia il riso che l’angoscia, ma è anche, per definizione, ciò che disorienta l’intelligenza, la sorprende, la sconvolge, la paralizza.

I suoi film sembrano scaturire da un unico centro, punto d’ancoraggio dell’ emozione nel vissuto personale.

Egli costruiva le sue storie a partire da frammenti di esistenza che attingeva senza dubbio dalla sua esperienza, ma anche, e soprattutto, da quella dei suoi amici, dai giornali e dai libri.Come dimostrano tutte le testimonianze relative al suo modo di lavorare raccolte in questa mostra. Nei suoi scritti sul cinema, Truffaut non espone mai teorie sul messaggio dei suoi film, ma si pone invece il problema del “fruitore”, cioè dello spettatore. Autentico laboratorio della sua ricerca estetica, è lui che bisogna incuriosire, stupire, avvicinare.. .commuovere.

La Mostra comprende foto, locandine, manifesti e riviste dell’opera cinematografica di Truffaut, nonché scritti e documenti personali che meglio ci fanno comprendere la sua visione dell’arte.

Lunedì 14 Febbraio 2011 20:07